L’obiettivo finale della gara è quello di valorizzare e promuovere un comprensorio che ha radici comuni e ruota attorno al Col Collon: quello dell’alta Valpelline nella comunità montana del Grand Combin e la Val d’Hérens in Svizzera.
Una gara certamente particolare i cui punti di forza possono essere così riassunti:
- Tracciato completamente in alta montagna (tra 2 e 3 mila metri) che permette di scoprire luoghi ad alta naturalità e paesaggi incontaminati, ma anche di attraversare un intero ghiacciaio;
- Competizione dal sapore internazionale anche dal punto di vista del tracciato perché unisce due nazioni e due regioni Alpine;
- Iniziativa che oltre allo sport intende anche valorizzare tradizioni e storia comuni. Il percorso, infatti, è quello usato per centinaia di anni da pastori ed allevatori dei due comprensori (valdostano e vallesano) che attraversando il Colle permettevano floridi scambi commerciali. Oggi il Col Collon è frequentato da alpinisti ed appassionati di escursioni in alta montagna. Negli anni più recenti lo stesso sentiero è stato solcato dai contrabbandieri. Per questi ed altri motivi la Collon-Trek assume anche un ruolo simbolico di “cerniera” tra due paesi appartenenti a nazioni diverse, ma portatori di valori e lingua comuni;
- Un altro elemento positivo è la “carta etica” che è sottesa a questa gara. Collon-Trek propone ai concorrenti l’adesione ai principi universali di rispetto dell’ambiente, della natura e del prossimo nell’ambito di una gara che deve essere sportiva e leale;
- Infine vale la pena di ricordare lo “stile alpino” che farà da sfondo a tutta la competizione. Nel rispetto delle più moderne tendenze mondiali dell’alpinismo, Collon-Trek propone di affrontare la gara utilizzando pochi strumenti tecnici affidando il risultato finale soltanto alle effettive capacità sportive dei concorrenti.