“Come toccare il cielo con un dito…” ecco l’incredibile sensazione che provano gli atleti quando raggiungono cime che superano anche i 3.000 metri e a loro si presentano scenari e vedute che nemmeno si possono descrivere.
Skyrunning e trekking di alta montagna sono delle discipline relativamente nuove dove il legame e il senso di appartenenza con la natura diventano aspetti di primo piano, dove l’uomo si mette alla prova con se stesso, in una “lotta con la natura” basata sul rispetto delle sue regole.
Da sempre l’uomo è stato attratto da questo modo di vivere la montagna, e bene lo testimoniano le cifre raccolte in questi anni che stimano che nel mondo più di 10.000 atleti hanno corso oltre i 4000 metri. Pionieri di questa passione furono coloro che nel 1933 affrontarono la prima gara ufficiale (sui 4000 m.) che per la precisione fu una competizione di scialpinismo, il famoso e tutt’ora apprezzato Trofeo Mezzalama.
Il crescente successo nei confronti di queste discipline praticate ad alta quota ha stimolato anche la nascita di una apposita Federazione, la FSA (Federation for Sport at Altitude) che regolamenta e promuove questi sport tra le nuvole.
Ma parlare di corridori del cielo è generico. Oggi dovremmo parlare di SkyMarathon (gara di corsa che raggiunge i 4.000 metri di quota con una distanza approssimativa fra la mezza e la maratona classica), di SkyRace (gara molto simile ma sotto i 4.000 metri di quota) e per finire di Trail o corse di alta montagna.
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